Butterflies on flowers, diari, parole e musiche dall’Europa del ‘68


“Butterflies on flowers, diari, parole e musiche dall’Europa del ‘68” è uno spettacolo che indaga le radici profonde del ‘68 in Europa, per coglierne gli aspetti essenziali, e al tempo stesso effimeri.
Una performance come prodotto finale di un progetto che prende vita nell’anno del cinquantesimo anniversario del ‘68: anno di bilanci e di analisi sul contesto storico e sociale di allora, che lo spettacolo indaga e ripropone in scena. Tutto è cominciato con una ricerca svolta in archivio (e in campo aperto) in quattro Paesi diversamente emblematici dell’Europa del ‘68: Italia e Francia, centri focali della protesta di allora, Croazia (ex Jugoslavia) e Portogallo, simboli della periferia geografica continentale che la “guerra fredda” e la “cortina di ferro” avevano disegnato sulle mappe negli anni ’60.
I protagonisti dello spettacolo sono persone comuni: i ragazzi e le ragazze che il ‘68 lo hanno vissuto.
Le fonti autobiografiche, i diari e le memorie di chi aveva i 20, 30 o 40 anni negli anni ’60 sono il nucleo centrale dell’indagine. Le fonti orali, i riferimenti di una vasta e aggiornata ricerca bibliografica, il linguaggio musicale, i materiali audiovisivi e l’espressione artistica completano il quadro dei contenuti setacciati ed evocati per ricostruire le atmosfere dell’epoca, nell’ottica di una rilettura contemporanea.
La complessità del tema indagato e la molteplicità di lenti utilizzate per osservarlo hanno trovato rappresentazione in uno spettacolo che ha scelto di utilizzare - in scena - tre diversi linguaggi, intrecciandoli tra loro: la narrazione, la drammaturgia teatrale, l’esibizione musicale.

A dare voce a questi linguaggi saranno professionisti del panorama artistico internazionale con tante esperienze di prestigio.
“La performance è il frutto del lavoro di ricerca svolto dagli archivi croati, italiani e portoghesi partner del progetto. Ma la nostra è assolutamente una rilettura contemporanea, una delle tante possibili - così racconta Andrea Merendelli, direttore artistico del progetto “Uno spettacolo che racconta quei tempi senza nostalgie o rimpianti (molti degli artisti in scena non erano neppure nati), guardando a un ’68 di periferia, un ’68 mai raccontato perché sconosciuto, perché fino ad oggi nascosto all’interno delle pagine di documenti autobiografici chiusi negli archivi. Ed è proprio questo che si vuole trasmettere, soprattutto alle future generazioni: l’inestimabile valore costituito dalle storie personali”.
Come conferma Nicola Maranesi, autore con Merendelli della drammaturgia "Il ’68 è un anno effimero e al tempo stesso essenziale. Effimero come il battito d’ali di una farfalla che si posa su un fiore. Essenziale, se è quel battito d’ali che modifica gli equilibri fino a provocare un uragano dall’altra parte del pianeta. Effimero perché nulla ha cambiato nell’assetto politico ed economico globale. Essenziale perché ha liberato tutte le energie che hanno portato alle conquiste sociali più importanti del Novecento”.


Le Date

28 aprile 2019
Anghiari, Arezzo

2 Giugno 2019
Sigonce, Francia

12/13 Settembre
Pieve Santo Stefano, Arezzo

Ottobre /novembre
Lisbona


Italiano